Prima visita dal dentista: come iniziare la relazione con il bambino

Quando un bambino entra nel mio studio per la prima volta, potrei iniziare con una domanda molto semplice: “Come stai?”
In realtà, spesso non lo faccio.
Potrei chiedergli invece: “Cos’hai portato?” oppure “Ma questa maglietta, di che personaggio è?” o ancora, potrei parlare del gioco che sta guardando o del personaggio che porta con sé.

Sono domande che, apparentemente, non hanno nulla a che vedere con la visita odontoiatrica. Ma proprio per questo, a volte, sono un buon modo per cominciare.

Non devo sapere tutto di lui subito

Quando incontro un bambino per la prima volta, naturalmente mi interessa sapere perché è venuto, se ha dolore, che cosa è successo e quali sono le informazioni importanti per la visita.
Ma non è necessario che siano queste le prime parole che ci scambiamo.

In quel momento sto incontrando un bambino che ancora non mi conosce.
Non sa come lavoro. Non sa che cosa gli chiederò. Non sa ancora che cosa succederà.
E io, a mia volta, non so ancora come comunica, che cosa lo interessa o quanto sia facile per lui parlare con un adulto che non conosce.

Per questo posso cominciare da qualcosa di molto semplice.
Un gioco. Un personaggio. Qualcosa che appartiene al suo mondo.
Non devo necessariamente ricavarne un’informazione utile per la cartella clinica. Sto iniziando una conversazione.

“Io e te possiamo parlare”

Questa è forse la parte che mi interessa di più.
Quando faccio una domanda a un bambino su qualcosa che conosce e che gli interessa, non gli sto ancora chiedendo di raccontarmi qualcosa di difficile. Gli sto dando la possibilità di sperimentare che può parlare con me. E questo può fare la differenza quando, poco dopo, arriveranno le domande che riguardano la visita.

Se gli chiedo: “C’è qualcosa che ti dà fastidio?” oppure “Qui senti qualcosa?” non siamo necessariamente più due estranei che devono cominciare a parlare.
Abbiamo già iniziato.

Una domanda semplice non è sempre una domanda facile

Questo è un altro aspetto che considero importante.
Noi adulti siamo abituati a fare domande e ad aspettarci una risposta.
Ma una domanda che per noi è semplicissima può non esserlo altrettanto per un bambino.

Prendiamo proprio: “Come stai?”.
Per noi è una domanda naturale. Per un bambino, però, può significare molte cose contemporaneamente: Cosa hai? Cosa senti? Hai paura? Ti fa male? Cosa vuoi raccontarmi?

Per un bambino piccolo può essere difficile capire da dove cominciare.
Per questo, durante la visita, cerco spesso di rendere più semplice ciò che gli sto chiedendo. Una domanda alla volta. Parole concrete. Tempo per pensare.
E, quando serve, anche un gesto o un riferimento a qualcosa che può vedere e indicare.

Non perché voglia ottenere una risposta a tutti i costi. Ma perché voglio dargli una possibilità reale di partecipare alla conversazione.

La prima visita comincia prima di aprire la bocca

Quando pensiamo alla prima visita odontoiatrica, è naturale immaginare il momento in cui il bambino si siede sulla poltrona e apre la bocca.
Per me, però, la visita è già cominciata prima.
Quando entra. Quando si guarda intorno. Quando mi presenta il suo gioco. Quando risponde a una domanda apparentemente banale. Quando decide se rivolgersi a me oppure tornare a guardare la mamma.

Sono tutti piccoli momenti in cui stiamo costruendo il nostro primo incontro.
E forse è proprio questo che vorrei che una prima visita potesse essere: non soltanto il momento in cui io conosco la bocca del bambino, ma il momento in cui cominciamo a conoscerci.

Per me, però, la visita è già cominciata prima.

Quando entra.

Quando guarda intorno.

Quando mi presenta il suo gioco.

Quando risponde a una domanda apparentemente banale.

Quando decide se rivolgersi a me oppure tornare a guardare la mamma.

Sono tutti piccoli momenti in cui stiamo costruendo il nostro primo incontro.

E forse è proprio questo che vorrei che una prima visita potesse essere:

non soltanto il momento in cui io conosco la bocca del bambino, ma il momento in cui cominciamo a conoscerci.

E prima di arrivare in studio?

Sto preparando una guida dedicata alla prima visita odontoiatrica.
Mentre la preparo, mi sto accorgendo che molte delle domande importanti non riguardano soltanto quello che succederà sulla poltrona.
Riguardano anche quello che succede prima. Cosa raccontare al bambino. Cosa evitare di dirgli. Come rispondere alle sue domande. Cosa aspettarsi. E anche cosa pensano i genitori di dover fare per “prepararlo bene”.

Per questo vorrei che la guida nascesse anche dalle vostre esperienze.
Quando avete preparato vostro figlio per la prima visita, cosa avete pensato fosse importante raccontargli?
La vostra risposta potrebbe aiutarmi a capire quali domande meritano davvero di trovare spazio nella guida.

Dalla serie sulla prima visita

Questo articolo fa parte del percorso che sto costruendo sulla prima visita odontoiatrica.

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